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BCC PORDENONESE: 7 MILIONI DI UTILE, RECORD DI NUOVI CLIENTI

BCC PORDENONESE: 7 MILIONI DI UTILE, RECORD DI NUOVI CLIENTI

All'assemblea ordinaria dei soci del 5 maggio approvato il bilancio 2018 e rinnovato il Consiglio di Amministrazione. Il saluto del presidente di Confcooperative Pordenone Luigi Piccoli

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Tags: cooperativa ,   Pordenone ,   bcc

Numeri in crescita per la Bcc Pordenonese, che domenica 5 maggio nell’assemblea ordinaria ha presentato il bilancio 2018 agli oltre 1.200 soci intervenuti. Oltre 7 milioni di euro l’utile di esercizio e record di nuovi clienti con 3.700 unità. 11.240 i soci della cooperativa.

Nel 2018 la Banca ha confermato il proprio impegno nel sociale con circa 500 interventi erogati a scuole, associazioni ed istituzioni dei 70 Comuni in cui opera.

 

Sul fronte cariche, si è puntato sulla continuità con la scelta di tutti i nominativi proposti dal Consiglio uscente. Eletti Walter Lorenzon, Giuseppe Amadio, Mauro Verona, Loris Paolo Rambaldini, Alessandro Moro, Giancarlo De Carlo, Giovanni Umberto Caretta, Lauro Sacilotto e Mauro Manassero.

E’ stato confermato anche il collegio sindacale con presidente Stefano Zigante e, nel ruolo di sindaci effettivi, Francesca Bertolo e Stefano Mainardis.

 

 

Di seguito il testo del saluto del presidente di Confcooperative Pordenone Luigi Piccoli:

 

"Care socie e cari soci della BCC Pordenonese,

desidero portarvi il saluto della grande famiglia di Confcooperative Pordenone, di cui anche voi fate parte assieme ad altre 160 imprese del settore agricolo, sociale, del consumo, del turismo, della cultura, della produzione lavoro e del sanitario.

Il Credito Cooperativo è una componente originale del sistema bancario italiano.

Le Banche di Credito Cooperativo sono banche locali, cooperative mutualistiche espressione, attraverso i soci, delle comunità di riferimento.

Sono diffuse in modo capillare e svolgono un ruolo essenziale di sostegno all’economia reale in quanto banche del territorio, promuovendo la crescita e lo sviluppo sociale ed economico delle realtà locali.

La recente riforma organizzativa del Credito Cooperativo, per quanto profonda, ha comunque conservato i caratteri distintivi di banche locali cooperative; nel contempo, ha inserito elementi che ne consentono il rafforzamento delle stesse al fine di prevenire e gestire situazioni di criticità, a maggiore tutela e garanzia dei risparmi di soci e clienti.

Il 2019 è dunque l’anno dell’avvio operativo di due Gruppi Bancari Cooperativi a valenza nazionale, che si collocano tra i principali gruppi bancari italiani.

Confcooperative ha seguito con molta attenzione il percorso di riforma del credito cooperativo italiano e non può che guardare con vivo interesse ed entusiasmo agli sviluppi futuri di questa nuova fase che sta per iniziare.

Le banche di credito cooperativo sono una componente essenziale della nostra organizzazione perché conservano i valori mutualistici, sostengono la partecipazione reale dei soci, aiutano a sviluppare il territorio e creano fiducia nella comunità.

Le cooperative costituiscono un volano di sviluppo imprenditoriale per una comunità operativa che vuole essere vicina alle persone ed attenta al benessere economico e sociale ma, nel contempo, richiedono rigore morale ed osservanza delle regole.Sono i principi ed i valori della Cooperazione, quelli autentici e che forse un po’ frettolosamente o per convenienza in alcuni casi sono stati dimenticati.

Il nostro territorio ha bisogno della cooperazione perché attraverso di essa condivide, in autonomia, valori, cultura e strategie.

Da parte sua, ogni Banca di Credito Cooperativo persegue i fini mutualistici tesi al miglioramento delle condizioni morali, culturali ed economiche degli appartenenti alle comunità locali.

Non possiamo quindi che auspicare una sempre maggiore e più compiuta collaborazione, partecipazione, integrazione del modello cooperativo in generale nella società civile, perché siamo convinti della valenza di questa forma di impresa per lo sviluppo delle comunità secondo il significato sociologico del termine stesso. La cooperazione quale attore protagonista del territorio: un soggetto che “include” e non lascia indietro nessuno; elemento di coesione sociale; baluardo della democrazia ed invito alla partecipazione attiva; richiamo ai valori, alla responsabilità, al rispetto delle norme.

Confcooperative Pordenone è particolarmente interessata ai temi che riguardano lo sviluppo del territorio: li abbiamo messi al centro dell’assemblea di metà mandato dello scorso mese di dicembre a Sesto al Reghena, del convegno annuale che abbiamo tenuto a metà aprile a Casarsa della Delizia, e dei due appuntamenti organizzati a Cimolais ed a Tramonti di Sotto nelle giornate di venerdì e sabato.

Abbiamo evidenziato come la cooperazione sia per sua storia, oltre che per definizione, un elemento strategico nel dare risposte ai bisogni primari di una comunità, perché le cooperative sono nate come imprese di comunità e tali sono rimaste per molto tempo. Poi,  man mano che le comunità si diversificavano dal punto di vista della composizione sociale e delle attività produttive, anche le basi sociali delle cooperative sono mutate e con esse sono cambiati i loro scopi originari.

La società di oggi è molto diversa rispetto a quella di un tempo e continua ad evolversi e le cooperative continuano ad essere presenti ed a svolgere un ruolo di primo piano, perchè hanno saputo rinnovarsi, adeguandosi ai mutati bisogni, ai nuovi comportamenti, ai molteplici strumenti operativi, e senza venire meno al loro  scopo principale.

Vorrei infine ricordare una ricorrenza per noi importante.

Quest’anno ricorre il centesimo anniversario dalla costituzione di Confcooperative, la nostra organizzazione nazionale che rappresenta 20.000 imprese in Italia. Il percorso svolto da Confcooperative è sempre stato ispirato ai valori della Rerum Novarum di Papa Leone XIII.

Riprendo un passaggio del discorso che il 16 marzo scorso Papa Francesco ci ha regalato in occasione dell’udienza concessa a Confcooperative per questa importante ricorrenza. Il Papa ha ringraziato noi cooperatori per il nostro lavoro impegnativo che esprime l’ostinazione a restare umani in un mondo che vuole mercificare ogni cosa. Ci ha detto, tra le altre cose, che “chi fonda una cooperativa crede in un modo diverso di produrre, un modo diverso di lavorare, un modo diverso di stare nella società.”

 

A voi tutti il mio augurio di buon lavoro per questa importante assemblea"

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